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Galatina e i suoi tarantati

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A pochi chilometri da Lecce, a sud si incontra Galatina, grosso centro che con il suo artigianato e le sue industrie è un polo trainante dell’economia salentina.
Qui si lavora il tabacco, si produce vino rinomato e ceramiche industriali che hanno conquistato il mercato estero.

L’artigianato

L’artigianato è di prim’ordine, ogni anno durante la fiera dell’artigianato si può ammirare l’alto livello raggiunto dall’artigiani galatinesi nel settore del cuoio, del legno, della ceramica, del ferro battuto e del ricamo.
Le sue origini sono sicuramente antichissime, ma la sua storia documentata risale all’età feudale.

Devastate dai Goti e dai Saraceni al termine del IX secolo, occupate dai Normanni nell’XI, subì le guerre tra Svevi e Angioini.
È interessante vedere come, ancora oggi, qui continuano a sopravvivere alcune usanze di origini pagane che altri luoghi, sotto la spinta della cultura di massa che investendo tutti i campi del vivere (costume, economia e comportamento religioso) tende a scardinare tutte le credenze popolari.
Processioni propiziatorie per scongiurare la siccità: si porta in giro il Santo con la sarda salata in bocca, affinché senta anche lui l’arsura e provveda a far giungere la pioggia.
Raduno dei “tarantati” che la credenza crede punti dalla “tarantola”.

(Santo Paolo delle tarante,/ falle morire tutte quante,/ falle morire prima di domani mattina,/ prima che pizzichino questa bella signorina); dice una vecchia canzone popolare. Il riferimento è alla Chiesa di San Pietro e Paolo, protettori di Galatina dove, secondo un’antichissima tradizione, vanno a farsi esorcizzare i taratati.
Oggi la “tarantola”, un ragno molto comune da queste parti che con il suo morso produce un esausto bisogno di danzare accompagnato da altre manifestazioni di tipo isterico, pizzica meno o addirittura non pizzica più.

 I tarantati

Secondo alcuni documenti del cinquecento, la tarantola pizzicava fino a seicento galatinesi l’anno. Gli ultimi tarantati che giungono il 29 giugno in occasione della festa dei SS. Pietro e Paolo per sottoporsi al rito di esorcizzazione che si svolge in segreto nella chiesa, sanno difendersi bene dalla curiosità e dagli sguardi involuti.

Luigi Chiriatti nel suo testo “Morso d’Amore – viaggio nel tarantismo salentino” afferma:

<<Salento, migliore condizione di vita, migliore organizzazione del lavoro; emancipazione culturale, sociale, economica e politica del soggetto più a rischio del tarantismo: le donne. ….Come sia sia ,il fenomeno ha perso le sue radici rituali…. Cosa accade? …. nell’ambulatorio del medico donne anziane o meno anziane sussurrano: (Eh comare, tengo un nervoso che parte dalla punta dei piedi e arriva alla cima dei capelli!) E ancora (dottore, tengo un dolore di stomaco, un peso)…. Da questi segnali e da altri sono tentato di dedurre che in qualche maniera il tarantismo è ritornato!>>.

Galatina, inoltre, si può ammirare la chiesa di Santa Caterina fatta erigere nel 1391 da Raimondello Orsini del Balzo, in stile romanico pugliese. Arricchita nel tempo con preziosissimi affreschi di scuola giottesca, splenditi reliquari e grandiosi sarcofagi scolpiti in stile gotico fiorito.
La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, edificata a partire dal 1633 è imponente esempio di barocco leccese, con una grandiosa facciata che ospita all’interno pitture e sculture che vanno dal 1500 al 1700.

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