Galatone storia e architettura

Galatone : storia e architettura

Galatone (pronunciare Galàtone) è un comune di 15.834 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Rilevante centro agricolo del Salento occidentale, possiede il titolo di Città e custodisce importanti monumenti storici e architettonici. Il territorio comunale si affaccia per un breve tratto sul Mare Ionio. 

Storia

Sull’origine del nome, due sono le ipotesi più accreditate: dal greco galà, che significa latte, questo perché la principale attività praticata era la pastorizia; dal nome greco di persona o di famiglia Galatos con l’aggiunta del suffisso -oni o dal greco -ones.

Le origini di Galatone si perdono nella notte dei tempi. Di certo ci sono i ritrovamenti, in diverse grotte circostanti il centro abitato, di utensili di selce e ceramica risalenti al neolitico che indicano la presenza di un insedimento umano già in quell’epoca (Villaggio Costante, Grotta Pinella, insediamenti “Rizzi” e “Spisari”).

Nel Medioevo il territorio fu soggetto a occupazioni e scorrerie da parte di Saraceni, Ungari, e Bizantini. Con la dominazione bizantina si svilupparono l’agricoltura e l’allevamento e si registrò un notevole incremento demografico. Sorsero piccole comunità rurali (Choría) dedite all’agricoltura, Tabelle, Tabelluccio, Fulcignano, San Cosma, Fumonegro Morice e Renda, le quali furono in seguito abbandonate e le popolazioni residenti si stanziarono nel casale di Galatone.

Nel XV secolo subì l’assedio di Giovanni Antonio del Balzo Orsini che rase al suolo una parte della cinta muraria. Dopo la morte dell’Orsini, avvenuta nel 1463, per Galatone seguì un periodo di pace, interrotta dall’invasione turca del 1480 e dall’invasione dei veneziani quattro anni più tardi. Agli Orsini successero i Castriota, con la scomparsa dei quali, il feudo passò nelle mani della corona che lo vendette ad una facoltosa famiglia genovese. Dal 1556 appartenne agli Squarciafico, i quali diedero prosperità e crescita culturale costruendo nel 1570 un ospedale per poveri gestito dal clero. Nel XVII secolo il feudo fu retto dai Pinelli. Il XVIII secolo fu caratterizzato da una vita politica poco vivace a causa delle frequenti elezioni di Sindaci, sistematicamente esautorati da un governatore prepotente e accentratore.

Nel 1743 la storia di Galatone fu sconvolta da un terribile terremoto, che sebbene procurò il crollo di parte delle mura cittadine, di porta San Sebastiano, del palazzo marchesale e di molte abitazioni, portò nuova linfa nello sviluppo edilizio del paese.

Monumenti e luoghi d’interesse

Collegiata dell’Assunta

E’ la Chiesa Madre della cittadina. Fu edificata tra il 1591 e il 1595 sull’area di una preesistente chiesa la cui presenza è testimoniata sin dal X secolo.

Santuario del SS. Crocifisso della Pietà

Presenta un elegante prospetto in carparo scandito in tre ordini da trabeazioni poco aggettanti. Il primo ordine, inquadrato da paraste, accoglie il portale d’ingresso. Il campanile ha tre piani a forma di prismi sovrapposti, innalzato in epoche differenti fra il 1599 e il 1750. L’interno, ad unica navata a croce latina, presenta quattro cappelle per lato e due cappelle nel transetto ospitanti pregevoli altari barocchi e tele di notevole interesse artistico.
Santuario del SS. Crocifisso della Pietà

Fu costruito fra il 1683 e il 1694 da maestranze salentine fra cui risalta il nome dell’architetto leccese Giuseppe Zimbalo. L’edificio venne edificato sulle fondamenta di una precedente chiesa risalente al 1623. L’icona raffigurante il SS. Crocifisso della Pietà (XIV secolo) ancora oggi presente al centro dell’altare maggiore.

La sfarzosa facciata barocca, realizzata in carparo e pietra leccese, è divisa in tre ordini.

L’interno, a croce latina, è costituito dal presbiterio, dal transetto e dalla navata, con soffitto ligneo del 1696, in cui si aprono tre cappelle per lato.
Chiesa di San Sebastiano

Attigua al convento dei Domenicani ospitante attualmente il Municipio, venne edificata nel 1500 per volontà del feudatario galatonese Giovanni Castriota. L’attuale struttura barocca risale al 1712.
Chiesa di San Giovanni Battista

Fu costruita fra il 1635 e il 1653 e doveva costituire la chiesa del convento delle Clarisse, mai realizzato a causa delle scarse disponibilità finanziarie.

La chiesa presenta un sobrio prospetto inquadrato da due paraste ioniche. Le linee decorative sono quelle barocche. L’interno, a navata unica rettangolare, accoglie un fastoso altare maggiore in pietra leccese, realizzato nella seconda metà del Seicento dallo scalpellino di Ambrogio Martinelli da Copertino. Degno di nota è l’ottocentesco organo in legno recante la data 1877.
Chiesa di San Francesco d’Assisi

Conosciuta anche come chiesa dei Cappuccini in quanto attigua al convento dei frati, venne edificata fra la fine del 1599 e la fine del 1600.

Presenta un lineare e severo prospetto privo di qualsiasi elemento architettonico. L’interno, costituito da un’unica navata rettangolare arricchita da stucchi, ospita due cappelle per lato e un altare maggiore in legno che accoglie, al centro, la tela di Fabrizio Santafede raffigurante San Francesco d’Assisi che riceve le stimmate.

Chiesa-Santuario Madonna della Grazia

Chiesa-Santuario Madonna della Grazia

Venne edificata tra il 1591 e il 1595 per accogliere l’icona bizantina della Vergine della Grazia (XIV secolo). Nel 1674 venne costruito l’attiguo convento degli Alcantarini in cui iniziò la sua vita religiosa Sant’Egidio Maria da Taranto. Presenta un prospetto tardo-romanico.
Chiesa di Santa Maria dell’Itria

E’ una piccola struttura romanica risalente al XII secolo in cui si venera l’immagine dell’Odigitria, ovvero l’immagine della Madre di Dio che indica il Figlio Benedicente. La chiesa è in realtà la parte absidale dell’originario edificio. In esso sono conservati alcuni affreschi raffiguranti Santi della liturgia orientale e l’immagine della Vergine.
Abbazia di San Nicola di Pergoleto

Risale al IX secolo e fu fondata dai monaci Basiliani i quali la ressero fino alla conquista normanna del Salento, in seguito alla quale passò sotto il controllo e la guida dei Benedettini. In epoca bizantina fu un importante centro di diffusione della cultura greca e orientale. Tra il XVI e il XVII secolo l’abbazia fu trasformata in masseria e subì radicali trasformazioni e rifacimenti come la ricostruzione della chiesa nel 1613. 

Abbazia di Sant’Angelo della Salute

E’ di origine basiliana e fu edificata tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. Del complesso abbaziale, appartenuto in seguito ai monaci benedettini, rimane la chiesa di stile romanico orientata secondo l’asse est-ovest. Presenta un prospetto a timpano con rifacimenti seicenteschi nel portale e nel piccolo rosone centrale. Un campanile a vela è posto in corrispondenza dell’abside.

Altre chiese

Chiesa dell’Annunziata o di Santa Lucia, (XVIII secolo).
Chiesa di San Nicola di Myra, (XVI secolo). Presenta un semplice prospetto caratterizzato da una nicchia centrale contenente la statua di San Nicola e un modestissimo interno ospitante un unico altare.
Chiesa di San Pietro, (XVIII secolo) 

Architetture militari

Palazzo marchesale Belmonte-Pignatelli

Il Palazzo Marchesale, sede dei feudatari di Galatone già dal XVI secolo, fu voluto dalla famiglia Squarciafico. L’edificio venne edificato in corrispondenza di una torre di epoca angioina a cui si addossò uno sfarzoso portale cinquecentesco. La torre, a pianta tronco-piramidale alla base e cubica nella parte finale, non presenta importanti linee architettoniche in quanto le forme sono quelle essenziali dell’architettura militare romanica.

Castello di Fulcignano

Castello di Fulcignano

Il Castello di Fulcignano, realizzato tra il XII e il XIV secolo dai Normanni, sorge nella periferia sud dell’abitato e apparteneva all’antico casale di Fulcignano abbandonato nel XV secolo.

Ciò che si può vedere attualmente è la cinta quadrilatera fortificata con mura tufacee alte circa 8 metri e spesse 2,60. Il recinto è rafforzato da alcune torri quadrangolari caratterizzate internamente da una pianta circolare.
Siti archeologici

Menhir Coppola

Il menhir Coppola, ubicato in contrada Coppola tra secolari piante di olivo, è un’importante testimonianza dell’Età del Bronzo. L’esemplare è in calcare duro e presenta un’altezza di circa 2,35 metri.

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