Scoprire il Salento

La grecia salentina

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A sud-est della città di Lecce esiste un’isola etnico – linguistica dove ancora nell’idioma e nelle vestigia storico-artistiche si colgono caratteri evidenti della grecità che alcuni studiosi vorrebbero riportare alla Magna Grecia salentina e che altri al periodo alto-medioevali.

Storia

Cosa è certo, è che la Grecìa Salentina è indissolubilmente legata alle vicende del monachesimo dei Basiliani che per sfuggire alle persecuzioni dei Saraceni e della Chiesa Romana, avversari del culto delle immagini sacre (iconoclaste), giunse nel Salento dove riuscì ad esercitare con relativa tranquillità il proprio culto.
Molti calogeri per proteggersi dalle persecuzioni cercarono rifugio in luoghi solitari e inaccessibili in atri e in grotte.
I rifugi naturali che i monaci bizantini usavano come loro dimora vennero chiamate laure nel cui ingresso si era affrescata l’immagine della “Vergine Portinaia”, protettrice del rifugio.

byzantine monks

Tale culto tutto oggi è presente nell’area ellenofona e si è tramandato attraverso i secoli e si è diffuso anche in tutto il salento. Infatti la venerazione della Vergine come THEOTO COS (Madre di Dio), NICOPOIA (Vincitrice delle battaglie), HODIGIDRIA (Protettrice dei Viandanti) giunse nel Salento proprio dall’Oriente.
Cessata la persecuzione nell’843 a.C. i monaci bizantini abbandonarono le cripte lauritiche ed edificarono monasteri (da ricordare quello di S. Nicola di Càsole distrutto dai Turchi nel 1480 con la presa di Otranto) intorno ai quali si sviluppò una fiorente economia ed organizzazione sociale, diventando centri di cultura e di arte.

San Nicola di Casole

A S. Nicola di Càsole sorse la prima università europea con una casa dello studente (1160), qui furono trascritti codici greci e latini. Molti di questi sono andati distrutti il sacco di Otranto ma grazie al servizio prestiti allora in uso presso il monastero molti si sono salvati e sono custoditi presso le più prestigiose biblioteche d’Italia e d’Europa.

L’avvento dei Normanni, degli Angioini e degli Aragonesi, l’incessante invadenza della Chiesa di Roma, la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi, i matrimoni con la gente di lingua romanza, i cessati contatti con la madre patria e l’osservanza del culto latino sono state le cause che nel tempo hanno compromesso l’identità dei greci- salentini che oggi, solo grazie alla trasmissione orale della lingua (il grico), di composizioni poetiche, (TRAUDIA) di nenie funebri (moraloja), di ninnananne (biumbo), detti (LOIA) e indovinelli (MANTE), si ritrovano un patrimonio assai contaminato che testimonia le loro antiche origini. ______________________________________________________________

Kalinifta: cantare l’amore in Griko
Ti en glicèa tusi nifta, ti en orria
c’evò e’ pplonno pensèonta s’esena
c’ettumpi’ sti ffenestrassu, agapimu,
tis kardi’ammu su nifto ti ppena.

Evo’ panta s’esena penseo,
jatì sena, fsichìmmu, gapò
ce pu pao, pu sirno, pu steo
sti kkardìa panta sena vastò.

C’esù mai de’ m’agàpise, òria-mu,
‘e ssu pònise mai puss’ emèna;
mai cìtt’oria chili-su ‘en ènifse
na mu pì loja agapi vloimèna!

T’asteràcia pu panu me vlepune
ce m’o fengo krifi’zzun nomèna
ce jelù ce mu lèune: ston ànemo
ta traùdia pelìs, ì chchamèna.

Kalinìfta! Se finno ce feo,
plàja esù ti ‘vò pirta prikò,
ma pu pao, pu sirno, pu steo
sti kkardìa panta sena vastò

Traduzione
Com’è dolce questa notte, com’è bella
e io non dormo pensando a te
e qui dietro alla tua finestra, amore mio,
del mio cuore ti apro le pene.

Io sempre a te penso,
perché te, anima mia, io amo
e ovunque io andrò, vagherò, starò
nel cuore sempre te porterò.

Eppure tu non mi hai mai amato, bella,
né mai avesti pietà di me;
mai apristi le tue belle labbra
per dirmi dolci parole d’amore!

Le stelle da lassù mi guardano,
e con la luna bisbigliano di nascosto
e ridono e mi dicono: al vento
butti le canzoni, sono perdute.
Buonanotte! Ti lascio e fuggo via
dormi tu che io sono partito triste
ma ovunque io andrò, vagherò, starò,
nel cuore sempre te io porterò.
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Il linguaggio ellenofono

Solo il 40% degli abitanti della Grecìa parla e comprende il GRIKO, soprattutto il ceto più umile si esprime con il linguaggio ellenofono gli altri hanno dimenticato del tutto l’antico modo di comunicare e si esprime in dialetto salentino.
Oggi, per fortuna, si sta rivalutando la cultura ellenofona. Con studi, convegni, scambi con la Grecia sta tentando di conservare e trasmettere il GRIKO.
Speriamo che il patrimonio linguistico esistente, già altamente contaminato, della Grecìa Salentina possa rivitalizzarsi e quest’area culturale possa nel tempo conservare la sua identità.
Nel passato la Grecìa era molto vasta occupava tutta la fascia che si estende, ad arco, tra Gallipoli ed Otranto.
In molti comuni, ancora oggi, si trovano testimonianze (resti di cripte lauristiche).

I comuni

Oggi la Grecìa Salentina comprende nove comuni:

  • Calimera
  • Carpignano Salentino
  • Castrignano de’ Greci
  • Corigliano d’Otranto
  • Cutrofiano
  • Martano
  • Martignano
  • Melpignano
  • Soleto
  • Sternatia
  • Zollino
  • Sogliano Cavour

Di questi solo Carpignano Salentino e Cutrofiano non sono ellenofoni.

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